Passa ai contenuti principali

I tumori benigni e maligni dell'osso

I tumori sono il risultato di una proliferazione incontrollata di cellule, che non sono normali sia nella forma che nelle dimensioni, e vengono riconosciute come estranee dal sistema immunitario. La causa di un tumore è solitamente multifattoriale. Tra le moderne cause di tumore vi sono radiazioni, dieta, consumo di tabacco, alcool o droghe, occupazione, infezioni, e predisposizione genetica. Quest'ultima sembra avere un ruolo importante nei tumori al seno e alle ovaie, nel retinoblastoma, nella neurofibromatosi, nei melanomi e nel tumore di Wilms, che colpisce i reni. Ad oggi si contano più di cento tipi diversi di tumore, sia benigni che maligni (e tumori benigni che si trasformano in maligni). Tra questi, oltre 40 colpiscono le ossa, inclusi cartilagine, tessuto connettivo fibroso e vasi sanguigni vicini.
Gran parte dell'evidenza archeologica di tumori è rappresentata da lesioni scheletriche, ma è importante chiedersi quanto siano precise le diagnosi di tumore fatte solo osservando le ossa. Ancora oggi le diagnosi e le cause di tumore possono non essere chiare, pur avendo a disposizione anche i tessuti molli. Questo accade perché i tumori possono essere causati da fattori molteplici, e possono manifestarsi in modi differenti o simili ad altre patologie; inoltre, è importante evidenziare che le lesioni che si vedono nello scheletro sono spesso metastasi di un tumore originatosi in un altra parte molle del corpo non più visibile. 
La crescita e/o la distruzione anormale di osso seguono schemi molto variabili, tuttavia in molti casi le dimensioni, il numero e la posizione delle lesioni, oltre all'età del soggetto colpito, possono dare indizi sul tipo di neoplasma.
Di seguito si descrivono i tumori ossei benigni e maligni più comuni e riconoscibili.

Tumori benigni

Quasi tutti i tumori ossei benigni sono singoli, si sviluppano e crescono lentamente, rimangono confinati nel loro sito iniziale di sviluppo, e hanno forma più o meno rotonda. Al contrario, i tumori maligni crescono più velocemente, si moltiplicano e diffondono altrove invadendo altri tessuti, e hanno spesso forma irregolare.
Sebbene la gran parte dei tumori benigni non sia ancora stata riscontrata nei resti archeologici, è importante conoscerne i tipi e le variazioni. I tumori benigni possono essere divisi a seconda del tipo di tessuto da cui hanno origine:
  • di origine osteoide = osteoma - osteoma osteoide - osteoblastoma
  • di origine condroide = condroma - encondromatosi - osteocondroma - condroblastoma - fibroma condromixoide
  • cisti ossee = solitarie - cisti ossee aneurismatiche
  • tumore a cellule giganti
  • di origine fibrosa = fibroma nonossificante - fibroma desmoplastico
  • altri tumori, come emangioma, tumore glomico, lipoma.

L'osteoma è il più comune tra i tumori riscontrati archeologicamente, e solitamente si presenta come una massa rotonda di osso corticale, di non più di 10-15 mm di diametro. Essendo composto da osso lamellare (maturo) denso con canali vascolari e midollo ridotto, l'osteoma ha una densità minerale tale da permetterne un'ottima conservazione anche in materiale archeologico. Questo tumore benigno interessa spesso il cranio, in particolare frontale e parietali. Se ha origine nei seni paranasali, diventa ostruttivo. Può crescere anche nel canale uditivo, fino a riempirlo completamente. Pur essendo un tumore benigno, l'osteoma può, sebbene raramente, portare a deformità nel viso, perché può diventare molto grande e sporgere dall'osso frontale, nelle orbite o nelle cavità nasali, fino a comprimere il lobo frontale del cervello.

Osteoma, osso parietale. Source: Dr Dalia Ibrahim, radiopaedia.org

L'osteoma osteoide, che colpisce soprattutto bambini e adolescenti, è solitamente molto piccolo (non più di 1 cm), ma può essere doloroso. Si presenta in varie parti dello scheletro, anche se le ossa lunghe inferiori sono quelle più colpite. Diversamente dall'osteoma, è poco mineralizzato, e può trovarsi nell'osso corticale o in quello spugnoso. Se il tumore si trova nell'osso corticale, ha luogo una risposta osteosclerotica che può diventare molto più grande del tumore stesso, che appare come un ispessimento dell'osso corticale e può diventare difficile da distinguere da un piccolo ascesso intracorticale; se il tumore si trova nell'osso spugnoso, la reazione ossea è molto meno forte.

Osteoma osteoide, femore. Source: radiology.ucsf.edu

L'osteoblastoma è un tumore benigno raro, che si presenta, almeno oggi, sotto i trent'anni. Colpisce la colonna vertebrale, nello specifico i corpi e gli archi vertebrali, e le ossa tubulari di mani e piedi. Può causare una notevole estensione dell'osso colpito, con variabile mineralizzazione nodulare.

Osteoblastoma, settima vertebra cervicale. Source: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0074635

I tumori benigni di origine condroide hanno origine nella cartilagine (khóndros = cartilagine).
Il condroma ha origine nella cartilagine ialina, la più diffusa nell'organismo umano. Può colpire dall'infanzia alla mezza età, senza differenze tra maschi e femmine. Si forma solitamente nella metafisi delle ossa tubulari, soprattutto in  mani e piedi. Può crescere all'interno dell'osso, espandendolo (encondroma) o all'esterno dell'osso (eccondroma, più raro). Spesso gli encondromi si sviluppano dai residui di cartilagine che si sono staccati dal piatto di crescita dell'osso. Nelle ossa lunghe, il contorno esterno dell'osso rimane solitamente intatto, mentre nelle ossa piccole di mani e piedi può formarsi un sottile involucro neocorticale tendente alla perforazione.
I tumori derivanti dalla cartilagine includono condromi sia singoli che multipli; quando sono multipli, si parla di encondromatosi, o malattia di Ollier. L'encondromatosi è rara e colpisce spesso i bambini in fase di crescita. Questa malattia interessa le estremità, e si presenta in mani e piedi come una serie di deformità simili a dei palloncini con un sottile involucro corticale; se sono le ossa lunghe ad essere colpite, la malattia può portare a deformità, crescita diseguale degli arti e allargamento delle metafisi.

Malattia di Ollier, mano. Source: radiopaedia.org

L'osteocondroma produce un tumore più ossificato ma con l'aspetto spongioso. Interessa i soggetti di ogni età, anche se è molto più comune in fase di crescita; ha una leggera predominanza maschile. Questo tumore colpisce le metafisi delle ossa lunghe, in particolare femore distale e tibia prossimale. La lesione benigna si presenta come una massa rotonda che cresce sulla superficie periostale, che viene però in seguito modificata e modellata da stress meccanici dati dal movimento di muscoli e tendini. L'osteocondroma può colpire anche le ossa pelviche, dove appare come una massa dall'aspetto simile ad un cavolfiore che può estendersi all'interno o all'esterno del canale pelvico.

Osteocondroma, pelvi. Source: pinterest.co.uk

Il condroblastoma, che colpisce in particolare maschi adolescenti e adulti giovani, è un tumore benigno oggi raro che si presenta solitamente nelle epifisi delle ossa lunghe. Il tumore è spesso tondo e dai margini ben definiti; esso causa una lesione litica di diversi cm di diametro, e occasionalmente sclerosi nelle vicinanze della lesione. Si manifesta comunemente in forma di apofisi - escrescenza - sulla porzione prossimale di omero e femore.
Il fibroma condromixoide è un tumore benigno molto raro, che colpisce gli arti inferiori e il pelvi, in particolare tra i 10 ed i 30 anni. Si presenta in radiografia come una lesione litica ovale, che può coinvolgere sia la corteccia ossea che la cavità midollare.

Le cisti sono lesioni caratterizzate da cavità rotonde od ovali piene di fluido racchiuse da una membrana sottile che è quasi sempre composta da tessuto connettivo. Le cisti ossee sono solitamente singole, e possono non essere neoplastiche. Si trovano soprattutto nei bambini, con predominanza maschile. Nell'80% dei casi, si osservano nell'omero prossimale e nel femore; tibia e fibula sono le altre ossa solitamente colpite. Si formano quasi sempre nelle metafisi delle ossa lunghe, in prossimità del piatto di crescita. Le cisti tendono a crescere in dimensione, e questo porta a riassorbimento osteoclastico all'interno dell'osso, e a deposizione osteoblastica all'esterno.
Le cisti ossee aneurismatiche, che colpiscono ossa lunghe (metafisi), colonna vertebrale e piedi, sono comuni nei bambini; per questo motivo, la loro crescita può essere molto rapida e possono raggiungere anche dimensioni considerevoli. Appaiono come rigonfiamenti, con una membrana molto sottile formatasi sulla corteccia erosa. Queste cisti possono far assottigliare l'osso a tal punto da farlo fratturare. Se la ciste si trova su una vertebra ed è particolarmente grande, possono esserci segni di pressione sulle altre vertebre. Le cisti ossee aneurismatiche sono solitamente multiloculari, ma i diversi compartimenti sono separati solo da un sottile tessuto molle molto vascolarizzato, non osseo.

Cisti ossee aneurismatiche, omero. Source: emedicine.medscape.com

Vi sono anche cisti ossee congenite che colpiscono il cranio (l'osso frontale soprattutto), e traumatiche che si trovano nelle falangi di mani e piedi.

Il tumore a cellule giganti, chiamato anche osteoclastoma, colpisce i giovani adulti, al ginocchio, nella regione subocorticale vicino al piatto epifisario. Il tumore è composto da tessuto connettivo e cellule giganti multinucleate simili agli osteoclasti. Solitamente il tumore distrugge completamente sia l'osso spugnoso che quello corticale, con formazione di una nuovo sottile strato periostale che spesso mostra piccole perforazioni rotonde e solchi rinforzanti nella superficie interna. Le fratture patologiche derivate dall'indebolimento dell'osso colpito sono comuni.

Tumore a cellule giganti, fibula. Source: J Radiol Sci 2011; 36: 173-176

Il fibroma nonossificante è una lesione neoplastica molto comune derivante da un difetto fibroso corticale aggressivo che continua a crescere. Si riscontra in un terzo dei bambini, soprattutto maschi. Il tumore si colloca sempre sulle metafisi delle ossa lunghe, si estende più in lunghezza che in larghezza, e una volta formatosi può spostarsi dal piatto di crescita ed estendersi lungo l'osso (pur rimanendo separato dal midollo da un sottile strato osseo). Se colpisce ossa particolarmente sottili come la fibula, il fibroma nonossificante può estendersi su tutto il diametro dell'osso. Porzioni estese di osso spugnoso e di corteccia vengono progressivamente distrutte, e per questo motivo sono comuni le fratture patologiche diagonali, soprattutto negli arti inferiori per via del peso che reggono. La porzione adiacente di corteccia può diventare sclerotica. Le lesioni causate dal fibroma nonossificante possono raggiungere i 10 cm di lunghezza, e sono spesso multiple e simmetriche. Nell'osso secco e in radiografia il tumore appare come un difetto a forma di striscia o multiloculare sotto la corteccia, circondato da osso sclerotico liscio.
Il fibroma desmoplastico è radiologicamente simile ma molto raro. Inoltre, colpisce più comunemente i soggetti adulti e può interessare anche le ossa piatte ed irregolari (come la mandibola), oltre a quelle lunghe.

Fibroma nonossificante (NOF), tibia. Source: orthoinfo.aaos.org

L'emangioma è un tumore benigno congenito e legato ad anomalie vascolari. Sono comuni le lesioni craniali e vertebrali. Se colpisce le vertebre, le trabecole vertebrali appaiono ridotte in numero ma aumentate in diametro, facendo apparire i corpi vertebrali striati in radiografia. Soprattutto nei soggetti più giovani può crearsi anche una lesione simile ad una bolla di sapone, che può essere singola o multipla. Se l'emangioma si trova nel cranio, in radiografia sono visibili spicole disposte in modo radiale; al contrario di quello che accade con il maligno osteosarcoma, le spicole sono ben definite e composte da osso maturo.

Emangioma, vertebre. Source: minclinic.ru

Il tumore glomico è un'espansione del tessuto molle delle estremità delle dita di mani e piedi, che diventa visibile a livello osseo perché spesso causa un riassorbimento da pressione delle falangi coinvolte.
Il lipoma è un tumore benigno raro, ed è composto da tessuto grasso. Si forma soprattutto su schiena, spalle e addome. In radiografia è caratterizzato da una membrana di tessuto osseo poco mineralizzato attorno ad una massa grassa.

Un tumore benigno che pur non essendo osseo può avere conseguenze, anche serie, sulle ossa è il meningioma. Esso ha origine nelle membrane che proteggono il cervello ed il midollo spinale; produce prima lesioni litiche, poi blastiche e può invadere il cranio internamente sollecitando una risposta ossea massiva in forma di spicole radianti, che possono anche fuoriuscire. In alcuni casi, la distruzione di ossa è tale da farlo sembrare un carcinoma metastatico.

Meningioma, con formazione di spicole radianti. Source: radiologykey.com

Tumori maligni

Nonostante i tumori benigni possano occasionalmente imitare quelli maligni, ci sono spesso differenze considerevoli nel modo in cui si sviluppano e si diffondono. I tumori benigni possono anche crescere velocemente, ma non sono aggressivi ed invasivi come quelli maligni. Da un punto di vista archeologico/antropologico, i tumori maligni sono molto più complessi da diagnosticare. La maggior parte dei tumori maligni si sviluppa in età adulta, al contrario di quelli benigni che sono comuni in fase di sviluppo. Anche i tumori maligni ossei si classificano in base alla loro origine:
  • di origine osteoide = osteosarcoma
  • di origine condroide = condrosarcoma
  • di origine fibrosa = fibrosarcoma - istiocitoma fibroso
  • tumori del midollo = sarcoma di Ewing - sarcoma a cellule reticolari
  • di origine notocordale = cordoma
  • di origine sinoviale = sarcoma sinoviale
  • altri tumori = angiosarcoma - liposarcoma - mieloma - leucemia
  • neoplasia metastatica dell'osso.

L'osteosarcoma è il tumore maligno osseo più comune. Nell'80% dei casi colpisce soggetti, spesso uomini, sotto i trent'anni. Quando sorge in età avanzata, spesso si sviluppa su osso già patologico, in particolare quello affetto da malattia di Paget, che causa spesso deformità. Si trova più spesso su ginocchio, femore prossimale, e omero prossimale. L'osteosarcoma è comune nelle metafisi delle ossa lunghe, anche se non ne tocca mai le epifisi; un altro osso comunemente colpito è la mandibola. Il tumore distrugge l'osso e si estende attraverso la corteccia nel tessuto molle circostante. Può presentarsi o in forma quasi puramente litica o causare una produzione massiva di osso sclerotico. L'osso prodotto dall'osteosarcoma è a fasci intrecciati, ovvero osso primitivo non lamellare. L'effetto che più caratterizza l'osteosarcoma è la formazione di spicole ossee che tendono ad essere disposte in modo irregolare. Quando la lesione si espande, spesso ai suoi margini si forma il cosiddetto triangolo di Codman, ovvero una sorta di sperone a forma di triangolo, visibile soprattutto in radiografia. Il tumore può estendersi fino alla cavità midollare, e può diventare metastatico.

Osteosarcoma litico, omero prossimale. Source: http://telemedicina.med.muni.cz/pediatric-oncology

Osteosarcoma con spicole, femore. Source:  Aufderheide et al. 93

Il condrosarcoma ha origine nella cartilagine, con variabile coinvolgimento osseo. Ha il picco dell'incidenza a 50 anni, con una leggera predominanza maschile. Il femore prossimale e il pelvi sono i siti più comuni, seguiti da ginocchio e spalle. Se colpisce le ossa lunghe, si espande solitamente nelle metafisi, o direttamente o per sviluppo maligno di un tumore cartilagineo benigno. La massa tumorale tende ad essere nodulare, distrugge l'osso spugnoso e causa una smerlatura endosteale della corteccia per pressione. Le forme più mature di condrosarcoma tendono a subire una calcificazione a chiazze, e in parte anche ossificazione endocondrale. Solo un condrosarcoma calcificato od ossificato si vedrebbe nell'osso secco. L'ossificazione endocondrale potrebbe essere difficile da distinguere da un osteosarcoma, nonostante la prima sia più matura e ordinata.

Condrosarcoma, femore prossimale. In radiografia si nota la parziale mineralizzazione della massa tumorale. Source: Fletcher, C. (ed), 2013. Diagnostic Histopathology of Tumors, Churchill Livingstone

Il fibrosarcoma ha un terzo dell'incidenza dell'osteosarcoma, e solitamente colpisce i giovani adulti, senza particolari differenze di sesso. Si sviluppa nelle ossa lunghe inferiori, nel pelvi e nell'omero. Può svilupparsi in un tessuto molle, per poi espandersi nell'osso corrispondente. La lesione che ne deriva è osteolitica. Gran parte della corteccia può essere distrutta, con ridotta reazione periostale. Il fibrosarcoma può essere confuso con un ostoeosarcoma litico, un tumore a cellule giganti, o una ciste aneurismatica. Nell'osso secco, è facilmente confuso con l'istiocitoma maligno fibroso, un sarcoma comune che colpisce prima i tessuti molli, che può raggiungere anche i 20 cm, e che si sviluppa solitamente in risposta alla malattia di Paget o alla radioterapia.

Il sarcoma di Ewing è un tumore primario dell'osso. I soggetti colpiti hanno solitamente meno di trent'anni e sono uomini. Può svilupparsi in un singolo sito o coinvolgere più ossa. Le più colpite sono le ossa lunghe, il pelvi, e le costole; queste ossa possono essere anche tutte colpite contemporaneamente. Il sarcoma di Ewing è un tumore maligno distruttivo, che parte dall'area subperiostale per poi avanzare producendo osso aggiuntivo a buccia di cipolla o erosione corticale con triangoli di Codman.

Sarcoma di Ewing, diafisi femorale. Si nota la reazione periostale a buccia di cipolla. Source: step2.medbullets.com

Sarcoma di Ewing su osso fresco (femore). Source: medical-dictionary.thefreedictionary.com, Fletcher 2007

Il sarcoma a cellule reticolari, o linfoma osseo primitivo, si manifesta in modo simile. Colpisce soggetti adulti tra i 60 e i 70 anni, in gran parte uomini, nella diafisi delle ossa lunghe. Come per il sarcoma di Ewing, il linfoma osseo primitivo distrugge l'osso corticale. Siccome il tumore è composto da cellule non organizzate, ovvero cellule rotonde libere non tenute insieme da una matrice, la lesione che ne deriva ha uno schema permeativo. Le cellule del tumore possono facilmente spingere attraverso gli spazi di midollo intertrabecolare ed invadere i canali Haversiani della corteccia. Per questo motivo, una grossa porzione di osso è colpita dal tumore. La distruzione di osso trabecolare può essere meno marcata, ma il riassorbimento lungo i canali di Havers porta alla laminazione della corteccia. Quando il tumore si diffonde nel periostio vi è formazione reattiva di osso che può essere a superfici parallele (a buccia di cipolla ) o sotto forma di spicole radiali. Tra tutti i tumori maligni primari dell'osso, il sarcoma a cellule reticolari è quello che metastatizza di più.

Sarcoma a cellule reticolari, omero. Si nota la notevole estensione della lesione, e la conseguente frattura patologica. Source: tumorsurgery.org

Il cordoma è un tumore che ha origine nella notocorda, ovvero quella sorta di asta cartilaginea che supporta la colonna vertebrale ed accomuna gli umani a tutti gli altri vertebrati (e in esteso a tutti i cordati). Può avere origine in ogni parte della colonna vertebrale, dalla base del cranio al pelvi. Il cordoma è abbastanza raro, e colpisce comunemente soggetti tra i 40 ed i 70 anni, per lo più uomini. Anche questo tumore è di tipo distruttivo, e la distruzione ossea può essere considerevole, con margini ben definiti; in certi casi vi è anche calcificazione.

Il sarcoma sinoviale è un tumore maligno dei tessuti molli, che si sviluppa spesso in muscoli o legamenti in prossimità delle articolazioni. Si presenta come un'espansione di una grossa massa di tessuto e relativa distruzione dell'osso vicino. Pur non essendo un tumore primario dell'osso (sono molto rari i casi in cui lo è) nel 20% dei casi il sarcoma sinoviale causa reazione periostale e/o erosione ossea, che nei casi più gravi può portare a completa distruzione dell'osso. Nella sua forma ossea, il tumore colpisce principalmente le ossa lunghe e le estremità.

L'angiosarcoma, il liposarcoma, il mieloma e la leucemia sono tumori di origini diverse che possono causare gravi complicazioni a livello osseo.
L'angiosarcoma è un tumore altamente maligno che si sviluppa a partire dalle cellule che formano le pareti dei vasi sanguigni. Può colpire qualsiasi parte del corpo, anche se è più comune su pelle (soprattutto di viso e scalpo), seno, fegato e milza. Questo tumore è molto aggressivo, si diffonde rapidamente ed è spesso mortale. L'angiosarcoma colpisce le ossa molto raramente; può trovarsi in ogni parte dello scheletro, anche se tende a prediligere lo scheletro assiale e le ossa tubulari delle estremità. I soggetti più colpiti sono quelli tra i 50 ed i 70 anni di età, spesso uomini. Nelle ossa, l'angiosarcoma tende a distruggere l'osso corticale e a sostituire il midollo nel canale midollare, riempiendolo completamente; l'assottigliamento spesso estremo dell'osso causa fratture patologiche.

Angiosarcoma, tibia. Source: sciencedirect.com

Il liposarcoma, come suggerito dal nome, si sviluppa nelle cellule adipose. Come per l'angiosarcoma, gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne. Le parti del corpo in cui il liposarcoma ha origine sono gli arti (inferiori soprattutto) e l'addome. Il liposarcoma osseo è estremamente raro, sia in forma primaria che metastatica, ed è difficile da distinguere da altri tumori, perché causa reazione periostale e distruzione dell'osso.
Il mieloma è un tumore del midollo osseo. Ha origine nel plasma, le cui cellule (plasmacellule) anziché produrre anticorpi come norma, iniziano a riprodursi in modo incontrollato e rilasciano un solo tipo di anticorpo, senza particolare utilità, chiamato paraproteina. Le ossa sono ovviamente la parte del corpo più colpita, con distruzione diffusa, fratture patologiche e ridotta formazione di osso nuovo. Caratteristica è la presenza di lesioni litiche multiple sull'osso colpito. La colonna vertebrale, la gabbia toracica e il pelvi sono i siti più comuni. Il mieloma è solitamente diagnosticato nei soggetti oltre i 65 anni, ed è stata riscontrata un'incidenza doppia nella popolazione Afro-Caraibica rispetto a quella Caucasica.

Mieloma, calotta cranica. Source: surgicat.rcseng.ac.uk

La leucemia, o meglio le leucemie in quanto ve ne sono di diverse, hanno origine nelle cellule staminali (o blasti), che sono le cellule immature da cui si sviluppano i globuli rossi, i globuli bianchi, e le piastrine. Le cellule staminali sono prodotte dal midollo osseo. Nelle leucemie, queste cellule crescono in modo incontrollato, interferendo con il normale sviluppo del sangue; in termini molto semplici, le cellule cattive superano in numero quelle buone nel sangue. Gli effetti sulle ossa possono essere gravi. Le leucemie causano compressione della colonna vertebrale, lesioni osteolitiche, fratture patologiche, osteosclerosi ed osteonecrosi. Nei bambini l'arresto della crescita ossea appare in forma di linee visibili in corrispondenza delle metafisi delle ossa lunghe. Tipiche delle leucemie sono delle bande metafisarie trasversali radiotrasparenti.

Leucemia, radio ed ulna distali. Il polso è di un bambino; si vedono le ossa ancora in formazione e le bande metafisarie radiotrasparenti. Source: learningradiology.com

Le metastasi sono la causa più comune di tumori ossei. I neoplasmi metastatici derivanti da tumori maligni nati in parti molli del corpo sono difficili da diagnosticare, soprattutto quando si ha a disposizione solo lo scheletro. Può essere infatti molto difficile distinguere un tumore primario dell'osso da una metastasi, o un tumore/metastasi dagli effetti di un'altra patologia o infezione, ossea o meno (si pensi ad esempio agli effetti di tubercolosi ed osteomielite).
Come si è visto, un cancro maligno che non ha origine nelle ossa può o meno metastatizzare nello scheletro. Le metastasi sono solitarie solo nel 9% dei casi, e si riscontrano comunemente nei carcinomi tiroidei; solitamente sono multiple e prediligono cranio, costole, vertebre, pelvi, femore e omero prossimali. Se le metastasi colpiscono la colonna vertebrale, le vertebre più colpite sono le basse toraciche, in particolare nei corpi vertebrali; le fratture da compressione sono comuni. Nel cranio la diploe è la parte più colpita. Nelle ossa lunghe sono comuni le fratture patologiche.
Le metastasi sono spesso osteolitiche, ma possono anche essere osteoblastiche o miste. I tumori maligni che più comunemente causano lesioni osteolitiche sono quelli a reni, polmoni, seno, tratto gastrointestinale e tiroide. Le lesioni osteblastiche sono comunemente causate da tumori alla prostata, seno, utero e ovaie. Le lesioni miste possono essere associate ad ogni tumore ma sono comuni nel carcinoma ai polmoni e al seno. Non è ancora chiaro cosa ci sia alla base di questa differenza; teoricamente, i tumori che si sviluppano velocemente producono lesioni litiche, mentre quelli che si sviluppano più lentamente producono lesioni blastiche.

Lesioni litiche metastatiche, sterno. L'osso fa parte di uno scheletro risalente al 1200 a.C. ritrovato nel sito di Amara Ovest, in Sudan. Non si conosce il cancro specifico da cui hanno avuto origine le metastasi, ritrovate su altre ossa dello stesso individuo, ma si suppone sia stato causato da un parassita o dall'inalazione eccessiva di fumo. Source: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0090924

Nella diagnosi differenziale tra tumori primari e secondari, è importante tenere a mente l'età del soggetto e le parti dello scheletro colpite. Ad esempio, le metastasi non sono comuni nei bambini, anche se possono presentarsi in caso di leucemia e neuroblastoma. Nel caso della leucemia, i tumori secondari possono essere multipli, con una notevole riduzione del peso corporeo. Nel neuroblastoma, il tumore entra nel midollo e si diffonde, portando alla formazione di spicole nella volta cranica e di osso periostale a strati di vari spessori nelle ossa lunghe.

In antropologia forense e in archeologia, quando si tenta di diagnosticare un tumore od ogni altra patologia che colpisca una o più ossa, è fondamentale considerare anche la cosiddetta pseudopatologia, ovvero la presenza di qualcosa di non patologico che però imita gli effetti di una qualche patologia e può portare a conclusioni completamente errate. L'esempio più comune è l'erosione per diagenesi, che è quell'insieme di alterazioni fisiche e chimiche a cui le ossa sono sottoposte dopo la morte. Quelle che sono semplici erosioni post-mortem possono essere confuse con lesioni osteolitiche derivanti da tumore; per evitare confusione, bisognerebbe osservare l'eventuale presenza di reazione ossea: se questa è assente, e se vi sono rotture addizionali che non ricordano fratture (sempre per mancanza di reazione), è molto probabile che il danno sia post-mortem. Anche l'azione di insetti o animali carnivori può creare perforazioni e smerlature che possono sembrare lesioni litiche.



Fonti:

- Brothwell, D., 2012. Tumors: Problems of Differential Diagnosis in Paleopathology. In Grauer, A.L. (ed), A Companion to Paleopathology, Chichester: Wiley-Blackwell
- Ortner, D.J., 2003. Tumors and Tumor-like Lesions of Bone. In Ortner, D.J. (ed), Identification of Pathological Conditions in Human Skeletal Remains, San Diego: Elsevier Academic Press
- Pinhasi, R., Mays, S. (eds), 2008. Advances in Human Palaeopathology, Chichester: Wiley 
- Ribes, R., Vilanova, J.C. (eds), 2010. Learning Musculoskeletal Imaging, Berlino: Springer
- Santini-Araujio, E., Kalil, R.K., Bertoni, F., Park, Y.K. (eds), 2015. Tumors and Tumor-Like Lesions of Bone. Londra: Springer-Verlag
- White, T.D., Folkens, P.A., 2005. The Human Bone Manual, Burlington: Elsevier Academic Press



Commenti

Post popolari in questo blog

Un approfondimento sui decessi per impiccagione e strangolamento

Source: Getty Images Il collo umano è molto vulnerabile ed esposto a lesioni potenzialmente mortali, per via del suo diametro relativamente piccolo, della mancanza di una schermatura ossea, e della sua stretta associazione con le vie respiratorie, il midollo spinale, e i principali vasi sanguigni.  Le forme più comuni di decesso legato a lesioni del collo sono l'impiccagione e lo strangolamento. L'impiccagione può essere completa o incompleta: si definisce completa quando tutto il corpo è sollevato dal suolo e l'intero peso della vittima è sopportato dal collo; si definisce incompleta quando una parte del corpo tocca una superficie e il peso della vittima non è totalmente sopportato dal collo. L'impiccagione viene anche classificata a seconda dell'intento: giudiziaria, omicida, suicida, autoerotica, ludica o accidentale.  Nelle impiccagioni di tipo giudiziario, che si rivelano essere spesso quelle più estreme, vi è un'effettiva decapitazione, con una

La figura dell'antropologo forense: ruolo, formazione e problematiche annesse

Source: Boston University School of Medicine Negli ultimi anni, l'antropologia forense è diventata una disciplina sempre più complessa, che richiede competenze specifiche ed esperienza in altre determinate discipline che in passato non erano solitamente correlate all'antropologia forense. Infatti, per diventare un antropologo forense qualificato, oggi bisogna completare lunghi e intensi anni di studi. Il numero degli antropologi qualificati e certificati è in costante aumento. Tuttavia, vi sono ancora idee equivoche sull'antropologia forense, anche nella stessa comunità scientifica, che soprattutto nelle indagini di tipo legale/forense possono costituire un serio problema. Ciò accade perché a volte si sottovaluta la complessità della formazione di un antropologo, e si tende a pensare che alcune figure professionali, come ad esempio i patologi, possano in teoria lavorare sui resti scheletrici, semplicemente frequentando qualche corso integrativo di antropologia. Fonda

"I rischi del mestiere": i potenziali pericoli dell'antropologia forense

Source: University of Huddersfield Gli antropologi forensi operano quotidianamente sui resti umani, scheletrizzati e decomposti, quindi sono esposti ad una serie di potenziali pericoli per la salute. Oltre al fatto stesso di maneggiare resti umani decomposti, altre potenziali fonti di rischio sono il lavoro sul campo e gli attrezzi usati in laboratorio. Ad esempio, ci si può ferire durante l'utilizzo del bisturi, si può contrarre un'infezione, o si può essere esposti a patogeni per via di schizzi di fluidi contagiosi che hanno contatto con le mucose o con eventuali ferite già presenti, per inalazione di particelle infettive, o per diretta inoculazione con oggetti taglienti. Nella ricerca antropologica, è in costante aumento il numero di strutture che studiano la decomposizione dei resti umani, le cosiddette "body farm", dove numerosi corpi donati volontariamente vengono disposti in estesi campi per osservarne da vicino il processo di decomposizione. Le donazion

La determinazione dell'epoca del decesso: metodi e problematiche

Stabilire l'epoca del decesso è fondamentale in ambito forense, perché sapere esattamente quando una persona è deceduta può aiutare anche a capire quale sia la causa del decesso e chi sia coinvolto nella sua morte. Inoltre, nel caso di un corpo in avanzato stato di decomposizione, mummificato o scheletrizzato, stabilire l'epoca del decesso aiuterebbe innanzitutto a stabilire se il corpo ritrovato sia di interesse archeologico o forense.  Capire quale sia il momento esatto in cui una persona ha smesso di vivere non è affatto facile, né tantomeno immediato, come spesso si vede nelle serie tv, dove dopo una sola occhiata il coroner è in grado di dire addirittura l'ora esatta del decesso. Incredibilmente errori grossolani di questo tipo si vedono anche nella vita reale, come nel caso ormai noto in Italia della morte di Dale Pike, il cui referto autoptico stabilisce sia morto tra le 18:00 e le 19:16, cosa del tutto ridicola che ha però contribuito a far finire in carcere negli S

Le fratture ossee derivanti dai diversi tipi di caduta fatale

Punto d'impatto di una caduta da altezza che ha causato la morte di un lavavetri a Tacoma (WA), negli Stati Uniti. Source: thenewstribune,com Le cadute sono tra le principali cause di morte o di lesioni fisiche non intenzionali. Vi sono moltissimi tipi di caduta, ed ognuno di essi costituisce un evento complesso e unico che produce forme uniche di trauma osseo. L'unicità e la complessità di ogni singola caduta sono da attribuire alla molteplicità di eventi che possono intrecciarsi tra loro; le forze generate durante la caduta sono diverse, così come le conseguenze che queste hanno sulle differenti aree dello scheletro. Per un antropologo forense sarebbe di particolare interesse riconoscere le morfologie dei vari traumi ossei e la loro distribuzione per ogni tipo di caduta, per poter ricostruire le circostanze dell'evento traumatico. Studi clinici e forensi incentrati sui trami ossei risultanti dalle cadute vengono condotti sin dagli inizi del 1900. Uno dei primi cas

Cenni su balistica e ferite da arma da fuoco

Una fetta importante delle lesioni riscontrate nei casi forensi è costituita dalle ferite da arma da fuoco. Se si escludono i contesti militari e/o di guerra, nei casi che coinvolgono civili la gran parte delle ferite da arma da fuoco deriva da pistole, carabine e fucili da caccia.  Per individuare correttamente una ferita da arma da fuoco sui resti umani, ossei e non, bisognerebbe avere una conoscenza basilare della struttura e del funzionamento delle armi da fuoco più comuni, dei proiettili e della loro interazione con i tessuti molli e ossei. Una cartuccia comprende una base o fondello (4), un bossolo (2), della polvere da sparo (3), e un proiettile (1): Source: Wikipedia Dalla base viene innescata (5) la polvere da sparo, la cui combustione produce un gas che spinge il proiettile, poi rilasciato dalla cartuccia al momento dello sparo. Il calibro è il diametro del proiettile ed è indipendente da massa, velocità e struttura dello stesso. Generalmente i proiettili sono

Gli effetti dell'abuso di alcol sulle ossa: un problema per le analisi antropologiche forensi

Source: jonbarron.org In antropologia forense, l'analisi dei resti umani è condizionata dalla comprensione dei processi di rimodellamento osseo, nei quali il tessuto osseo più vecchio viene costantemente sostituito da tessuto osseo più giovane. Il turnover osseo condiziona fortemente l'assegnazione dell'età del decesso e la distinzione tra lesioni ossee ante- e post-mortem. Inoltre, stabilire il momento in cui una determinata lesione ossea ha avuto luogo può essere fondamentale nei casi forensi dove vi è una morte per trauma o una storia cronica di abusi fisici; anche qui una conoscenza approfondita del ritmi di rimodellamento osseo e di eventuali fattori che potrebbero condizionarli è fondamentale. L'alcolismo è uno di quei fattori che risultano problematici per l'assegnazione dell'età e l'analisi dei traumi, perché gli effetti che esso ha livello osseo sconvolgono il normale ritmo di rimodellamento. L'abuso di alcool e la dipendenza da esso (a

Le principali differenze tra ossa umane ed animali - Parte I

Scheletro umano, scheletro di cervo reale, e scheletro aviario (non in scala). Source: psychic-vr-lab.com; Lydekker & Sclater, 2011;bafari.org Resti scheletrici sia umani che non umani, interi o frammentati, possono essere ritrovati in contesti sia archeologici che forensi, come scene del crimine, fosse comuni o disastri di massa, o anche semplicemente in bagagli dal contenuto sospetto. Individuare la natura umana o animale delle ossa è importante, perché nella gran parte delle investigazioni di tipo forense la procedura verrebbe interrotta se i resti ritrovati si rivelassero essere animali, e si risparmierebbero tempo e denaro. A meno che non si tratti di un'investigazione incentrata sul traffico di specie animali protette o per la quale i resti di un animale possano dare indizi significativi, i resti scheletrici non umani non sono vitali nei casi forensi. Anche nei contesti archeologici, il ritrovamento di resti umani ha certamente un valore diverso rispetto a quello

L'affidabilità dei metodi di classificazione "razziale" dei resti ossei viene messa in discussione

Source: Bone Clones, Inc. Chiunque segua la famosa serie televisiva "Bones" sa bene che alla Dottoressa Temperance Brennan basta un'occhiata ad uno scheletro per determinare il gruppo etnico della vittima: "Caucasico" o "Ispanico" sono definizioni che la Brennan dà con una velocità e una facilità impossibili per un antropologo vero. Infatti, nel mondo reale, la determinazione dell'etnia di un individuo a partire dai suoi resti scheletrici è tutt'altro che facile.   Vi sono indubbiamente caratteri scheletrici, che si concentrano soprattutto nel cranio, che sono considerati a ragione come tipici di determinati gruppi etnici. Alcuni membri di una particolare "razza" possono condividere alcune caratteristiche ossee; ad esempio, un'ampia apertura nasale, prognatismo, e una cresta sopra-orbitale pronunciata sono alcuni degli elementi ritenuti caratteristici della classe Negroide (brutta parola, ma è una classificazione antropolo